Bisato: «Come sempre, dalla Regione tante chiacchiere, dallo Stato risorse certe»

Supera i 32 milioni di euro l’acconto del fondo straordinario predisposto dal governo per evitare il dissesto economico dei Comuni veneti. Nelle prossime settimane i Comuni riceveranno l’accredito, una somma variabile da alcune migliaia di euro per i comuni con poche centinaia di abitanti, a 1,7 milioni per Verona.

«Mentre la Regione non fa nulla per sostenere i Comuni e i servizi erogati ai cittadini, dallo Stato arrivano risorse certe», commenta il segretario regionale del Pd, Alessandro Bisato. «Sono fondi aggiuntivi decisi in primavera dal governo prevedendo un calo drastico degli introiti da contravvenzioni, tasse e imposte comunali per le amministrazioni. Con il decreto di agosto i fondi sono stati ulteriormente incrementati e costituiscono un’ancora di salvezza per la maggior parte delle amministrazioni».

I criteri di ripartizione decisi per calcolare la cifra in arrivo a ogni amministrazione sono stati stabiliti da un accordo in Conferenza Stato-Città, quindi tra i rappresentanti del governo e quelli dei Comuni. Nel caso dei Comuni, l’acconto vale 400 milioni, dei quali 250 guidati dal fabbisogno nella spesa sociale e 150 da quello per il trasporto scolastico. I due parametri servono a costruire una sorta di geografia della necessità di risorse, ma non indicano un vincolo specifico di spesa. In pratica, ogni Comune riceve un assegno quantificato sulla base di questi due criteri, ma potrà spendere le risorse come meglio crede sulla base delle sue effettive esigenze e della sua situazione specifica.

Le città venete capoluogo riceveranno rispettivamente:

Belluno euro    339.651,08

Padova euro 1.307.609,33

Rovigo euro     351.692,14

Treviso euro    637.979,57

Venezia euro 1.636.037,56

Verona euro 1.745.210,30

Vicenza euro    799.599,46

Complessivamente i comuni veneti riceveranno 32 milioni 461 mila, 740 euro.