La narrazione per la quale esisterebbero due leghe – quella cattiva di Salvini e quella nuova di Zaia – è il modo migliore per invitare anche a chi non è leghista a votare l’attuale presidente della regione: forse è proprio questo l’obiettivo di Italia Viva che per trattative romane ha scelto di spaccare il fronte del centrosinistra.

È significativo infatti che la presentazione di una forza politica che, in teoria, si dovrebbe candidare al governo della regione strizzi l’occhio alla destra e attacchi in maniera scomposta l’unica vera alternativa di centrosinistra rappresentata da Arturo Lorenzoni.

Noi stiamo andando avanti per costruire un Veneto diverso e le idee di Lorenzoni, un vero riformista, sono di grande importanza. Dispiace vedere parlamentari e consiglieri regionali eletti con i voti delle donne e degli uomini del Partito democratico non trovare nulla di meglio da fare che attaccare a testa bassa la nostra comunità. Dignità vorrebbe che lasciassero quei posti. Quanto alla consigliera regionale di Verona, non commentiamo dichiarazioni tanto inopportune, preferendo ricordare come la sua azione in Consiglio regionale sia la plastica dimostrazione di opposizione sterile e autoreferenziale.

Noi continuiamo nel nostro percorso sapendo che per fare tutto quello che non si è fatto ci vuole un modello alternativo allo stile di governo espresso da Zaia con Salvini. Certamente, senza perdere tempo a parlare di altre forze politiche o delle loro percentuali. Mi auguro che tutti facciano così.

Alessandro Bisato
Segretario regionale del PD Veneto