Come presidente di Anci Veneto «dovrebbe essere più misurato»

Ci aveva già provato un mese fa ad attaccare il governo per il sostegno economico alle famiglie più bisognose attraverso i Comuni con i buoni pasto. Gli era andata malissimo, perché un giorno dopo la decisione del Presidente del Consiglio, i Comuni avevano nei rispettivi conti correnti i fondi erogati dal governo (in tutto 400 milioni di euro) e le indicazioni di come spenderli. Insoddisfatto della magra figura rimediata ad aprile, il presidente Anci del Veneto torna alla carica contro Palazzo Chigi per la mancanza di soldi e i 400 milioni che ad aprile aveva bollato sdegnosamente come ‘elemosina’, adesso è lui a chiederli.

«Ricordiamo al sindaco di Treviso che come presidente regionale dell’Anci rappresenta tutti, non solo il suo partito», afferma il segretario regionale del Pd, Alessandro Bisato. «A quel ruolo si addice maggiore compostezza e una misura che possa includere sensibilità tradizionalmente distanti. Nel merito delle questioni, le sguaiate esternazioni dell’esponente leghista omettono i provvedimenti e le erogazioni a favore dei Comuni fatte dal governo. Certo, non tutto è disponibile immediatamente e siamo tutti preoccupati per le condizioni delle nostre amministrazioni. Ma dobbiamo essere onesti, il governo ha assicurato 3 miliardi per i Comuni e 800 milioni per le Province. Come Conte sa la conferenza Stato Regioni ha dato il proprio assenso al provvedimento che sarà inserito nel prossimo decreto Cura Italia.  È questo il dato su cui fare affidamento in una situazione peraltro non facile e con la necessità di dare risposte a tutti».

Infine sorprende, conclude il segretario, «che Conte non spenda una parola nei confronti della Regione, considerato che secondo un rapporto del Sole 24 Ore, il Veneto è tra quelle che hanno messo meno risorse proprie per fronteggiare la crisi economica: 23 milioni di euro, poco più di metà rispetto all’Abruzzo (41 mln), meno della Calabria (30 mln), meno di un decimo della Campania (253 mln) tra le Regioni a statuto ordinario».