Congresso, il percorso è chiaro e definito
    Lavoro stabilito da tre direzioni regionali e dall'assemblea. Attesa l'entrata in vigore delle nuove regole nazionali

    Care amiche, cari amici,

    vi scrivo per specificare e ricostruire il percorso condiviso dal nostro partito a seguito della sconfitta elettorale del maggio 2015.

    Le elezioni amministrative del 31 maggio scorso ci hanno infatti restituito l’imponenza del lavoro che ci aspetta. Consapevole di doverci mettere al lavoro con molta umiltà e con altrettanta tenacia per riallacciare il rapporto con i cittadini, con i corpi intermedi e con quei pezzi di società che hanno scelto di astenersi dalle urne, ho rimesso il mio mandato di segretario regionale.

    Nel frattempo, abbiamo definito un percorso di lavoro stabilito da tre diverse direzioni regionali, riunite il 22 giugno, il 3 luglio e il 25 settembre 2015 e ratificato dall’assemblea regionale il 3 ottobre scorso.

    Gli organismi del partito regionale, in particolare l’assemblea, hanno deliberato di avviare un percorso congressuale da concludere entro la primavera 2016, da svolgere con le nuove regole nazionali, non appena saranno approvate. A riguardo ricordo la richiesta del segretario organizzativo nazionale, Lorenzo Guerini (vd. lettera allegata), di tenere il congresso solo a seguito dell’approvazione delle nuove regole. In particolare, il Vice-Segretario On. Guerini scriveva:

    “Negli ultimi mesi le Unioni regionali della Liguria, della Puglia e del Veneto hanno vissuto le dimissioni dei Segretari regionali in carica e dovranno appressarsi a svolgere i Congressi straordinari per ripristinare gli organismi mancanti.

    La Commissione nazionale “Forma – Partito” che, dopo una serie di riunioni ed audizioni, ha il compito di portare alla discussione dei Circoli e degli organismi dirigenti territoriali alcune proposte di modifiche statutarie le quali successivamente andranno discusse ed approvate durante lo svolgimento della prossima Assemblea nazionale, ha dibattuto – tra le altre cose – di eventuali modifiche al metodo attualmente previsto dallo Statuto nazionale per la elezione dei Segretari e delle Assemblee regionali. Attualmente, infatti, i Segretari regionali e le relative assemblee si eleggono nello stesso identico modo in cui si eleggono il Segretario e l’Assemblea nazionale.

    Per questo motivo, onde evitare che si possa eleggere un Segretario regionale con regole che si dovessero rivelare superate dopo breve tempo e soprattutto per evitare che i Segretari regionali e le relative assemblee possano essere elette con regole difformi da regione a regione, viene stabilito che la elezione dei Segretari e delle Assemblee regionali della Liguria, della Puglia, del Veneto e di tutte quelle regioni che dovessero eventualmente trovarsi nella medesima condizione avverrà in un arco temporale compreso tra il 1 marzo ed il 31 maggio 2016.

    Le procedure congressuali avviate in una o più di queste regioni sono pertanto da considerarsi sospese.”

    In questi giorni è arrivata una lettera sottoscritta da molti militanti in cui si chiede di uscire dall’incertezza. Sono anche io convinto della necessità di arrivare presto a una ridefinizione della guida del nostro partito. Dopo 20 anni di sconfitte, la missione dei gruppi dirigenti a tutti i livelli è infatti farsi carico della responsabilità di riformare la nostra comunità mettendo al centro le idee e la politica e non le correnti e le tessere. E’ imperativo avviare un progetto rigenerativo capace di coinvolgere l’intera società veneta: attraverso i circoli, con i militanti, coinvolgendo maggiormente i nostri amministratori e gli eletti in Parlamento e Consiglio Regionale. Ma dobbiamo soprattutto creare le condizioni per ascoltare quanto dicono i veneti, per includerli nelle nostre conversazioni, senza il timore di allungare il nostro sguardo verso chi porta idee nuove e offre punti di vista e modalità che magari consideriamo poco ortodossi rispetto al nostro vissuto tradizionale. Altrimenti rischiamo di ripetere quanto fatto fino ad oggi, cioè parliamo solo con chi già è orientato politicamente sul Pd e non, invece, ai tanti corpi sociali, ai singoli cittadini, alle associazioni e alle imprese che chiedono alla politica di farsi interprete e mediatore costruttivo rispetto alla crescente complessità e di essere attore efficace ed efficiente nel fornire risposte.

    Proprio per rispettare tutto ciò, è in programma la convocazione di tutti gli organi del partito regionale per assumere tutte le decisioni necessarie anche alla luce di quanto verrà deliberato nella prossima riunione dell’Assemblea Nazionale prevista per domenica 21 febbraio p.v.  a Roma.

    Rimango altresì convinto che il partito sia lo strumento della nostra politica volta ad apportare i cambiamenti di cui i cittadini, le imprese, il mondo associativo, in definitiva l’intera società veneta ha bisogno, non invece il fine ultimo delle nostre azioni.

    Un caro saluto
    Roger De Menech