Entro fine anno il rinnovo della segreteria e dell’assemblea regionale

Nei giorni scorsi si è insediata la commissione congresso del Partito democratico del Veneto come previsto dal regolamento approvato dalla Direzione regionale il 5 luglio scorso.
Della commissione fanno parte nove membri eletti all’unanimità dalla Direzione regionale il 25 settembre. I componenti sono: Annamaria Miraglia, Giandomenico Allegri, Fabrizio Casoni, Leone Cimetta, Marco Dus, Tiziana Gregolin, Raffaela Salmaso, Alessandra Taverna, Vittorio Tosato. La commissione nella prima riunione ha eletto all’unanimità presidente Anna Maria Giannuzzi Miraglia e segretaria Raffaela Salmaso. In seguito la commissione sarà integrata con i rappresentanti dei candidati alla segreteria regionale del partito.

La commissione ha il compito di organizzare il congresso regionale per l’elezione del segretario e  dell’assemblea regionale, raccogliendo le candidature che dovranno essere presentate entro il 31 ottobre 2021.

Nei circoli del Partito democratico del Veneto verranno organizzate le assemblee di voto sulla base delle candidature presentate sia per la segreteria sia per i 150 componenti l’assemblea regionale; le candidature all’assemblea regionale dovranno rispettare la parità di genere.

La commissione attiverà tutte le fasi congressuali e vigilerà sulla regolarità dei procedimenti. Come previsto dal regolamento, la commissione inviterà tutto il Partito democratico a impegnarsi politicamente per rivitalizzare l’attività dei circoli e per approfondire i rapporti con la società civile e con le organizzazioni che rappresentano le componenti sociali, culturali e produttive del territorio.

La finalità è avviare un percorso virtuoso nella consapevolezza di dover superare i non positivi risultati del Partito democratico alle ultime elezioni amministrative nella Regione Veneto. Un percorso che segni un cambio di passo e ne riqualifichi la capacità di rappresentanza, nella convinzione che all’attuale gestione politica e amministrativa della Regione debba essere contrapposto un diverso modello di governo, più attento ai problemi dei cittadini sui temi della sanità, dei trasporti, dell’ambiente, della produzione e del lavoro; un modello che promuova la cittadinanza attiva, la solidarietà e i valori fondanti di una democratica convivenza.