Quale capitale per il Nordest. Discussione necessaria

    Bisato. «Unire idee e risorse, rendere efficienti i servizi di rete, favorire il trasporto di massa»

    «Una grande area urbana si costruisce unendo idee e risorse, rendendo efficienti i servizi di rete, aumentando e velocizzando il trasporto collettivo. Nulla di tutto questa finora è stato fatto, anzi le politiche regionali stanno portando il Veneto in direzione opposta». Il segretario regionale del Partito democratico, Alessandro Bisato, guarda con attenzione al dibattito innescato dalla presa di posizione di Maria Cristina Piovesana sulla necessità di una ‘capitale’ del Nordest. «È la discussione che abbiamo bisogno di fare in questo momento», rimarca Bisato. «Molti indicatori segnano un declino del Veneto e di tutta l’area del Nordest, sempre meno attrattiva per i giovani, con un mercato del lavoro caratterizzato fra l’altro da stipendi di ingresso molto bassi e tassi di innovazione inferiori rispetto alle aree contermini. In Italia, l’asse dello sviluppo si sta riposizionando velocemente tra Milano e Bologna e allora la vera domanda che dobbiamo porci è: che ruolo avranno il Veneto e il Nordest nel futuro prossimo? Motore di sviluppo autonomo, forza lavoro di riserva e su richiesta delle zone più avanzate in Italia e nel Centro Europa, area turistico ricreativa? Qualsiasi sia questo ruolo, resta imprescindibile la necessità di un polo urbano dove concentrare esperienze, competenze e idee che diano un senso e gambe alle scelte che faremo. Abbiamo purtroppo perso 30 anni, ed è comprensibile per certi versi, fin tanto che le cose vanno bene gli imbonitori e gli esperti di pubbliche relazioni che guardano al consenso a breve termine difficilmente allungano il proprio orizzonte. Infatti, in Veneto non è successo. Ora che i segnali di rallentamento e declino si fanno minacciosi dobbiamo avere la forza e l’intelligenza di mettere in campo azioni capaci di riguadagnare almeno una parte del terreno perduto».

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