“Nel 2022 la sanità veneta avrà a disposizione 600 milioni di euro in più rispetto a quest’anno: sono risorse importanti che dovranno essere utilizzate per assumere medici e infermieri e adeguare le loro retribuzioni. È un passaggio essenziale per rafforzare il servizio pubblico e offrire servizi di qualità ai cittadini”. È quanto chiedono le consigliere regionali del Partito Democratico, entrambe rappresentanti dem anche in commissione Sanità, commentando l’approvazione del l’aumento del Fondo sanitario nazionale, da 114 miliardi a 128 per il triennio 2022/2024, che permetterà al Veneto di ‘incassare’ 9.9 miliardi nel 2022. “La Giunta si impegni nell’ambito della Conferenza Stato Regioni affinché questi soldi non siano tutti vincolati, qualora il Governo decidesse diversamente, così da poter intervenire dove c’è una maggiore urgenza”.

“Anzitutto è necessario aumentare il personale e riuscire a confermare quello che già c’è, invertendo la tendenza. Nel corso degli anni abbiamo infatti assistito a una progressiva fuga di professionisti dal pubblico, nel 2019 il doppio della media nazionale. Devono essere messi nelle condizioni di restare, con stipendi in linea con quelli delle altre Regioni e possibilità di avanzamenti di carriera”.

“Un altro cambio di rotta – aggiungono Bigon e Zottis – riguarda poi gli ospedali spoke, su cui è urgente investire più risorse: vanno potenziati in strumenti e tecnologie, così da essere attrattivi per il personale e, soprattutto, fornire ai cittadini servizi sanitari all’altezza anziché concentrare le attività nei grossi hub provinciali”.