PD contrario a spostare l’avvio delle lezioni: «Dopo 2 anni di Dad è un errore madornale» 

L’ignoranza è la benzina del populismo. Non sorprende quindi che Luca Zaia ostacoli la ripresa delle scuole secondo il calendario già stabilito meno di 20 giorni fa. «Dopo due anni di didattica a distanza, dove i ragazzi hanno perso in apprendimento e socialità, il rinvio di due settimane per l’inizio delle elezioni sarà un ulteriore svantaggio per studenti,  personale della scuola e famiglie», afferma Valentina Chindamo, responsabile scuola del PD di Vicenza.

«Il diritto allo studio, la conoscenza e lo sviluppo del pensiero critico continuano a essere messi in secondo piano da una Regione che preferisce assecondare gli interessi particolari di qualcuno al bene comune. Aggiungendo che il maggiore carico di lavoro e impegno richiesto è per i Comuni e per gli istituti comprensivi», spiega la responsabile scuola del PD di Belluno, Lucia Da Rold.

«Sarà un salasso per le famiglie. A fronte dei pochissimi benestanti che potranno allungare le vacanze in albergo, migliaia di persone spenderanno centinaia di euro per tenere bambine e bambini nei centri estivi e poter quindi lavorare», dice Monica Lotto, segretaria del PD di Belluno.

«Sembra ci sia un accanimento nei confronti di ragazze e ragazzi: dopo un anno e mezzo di didattica a distanza, davvero è pensabile di farli tornare sui banchi ancora più tardi? Rischiamo uno stop delle lezioni di quattro mesi, visto che le aule sono chiuse da inizio giugno», dice incredulo il capogruppo PD in Consiglio regionale, Giacomo Possamai insieme ai colleghi Anna Maria Bigon, Vanessa Camani, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni e Francesca Zottis.

Un dietrofront incomprensibile visto che il 16 giugno erano state ufficializzate le date, con una decisione presa in solitudine senza consultarsi né con i presidi né con l’Ufficio scolastico regionale visto che per la direttrice il calendario era ‘ben strutturato’ e ha parlato di ‘misura non necessaria’. Tirare poi in ballo una festività religiosa, che oltretutto dura 24 ore, per giustificare un ritardo di due settimane è semplicemente una presa in giro.

«Per tornare in classe in sicurezza è fondamentale velocizzare la campagna vaccinale per gli studenti e per quei docenti che, ad oggi, non si sono ancora vaccinati», spiega la segretaria del PD di Vicenza, Chiara Luisetto. «Dopo due anni di pandemia i trasporti restano ancora il punto dolente. Ad ottobre inoltre molti comuni andranno al voto, non è pensabile chiudere le scuole anche per questo, devono essere trovati dove possibile spazi alternativi. Dopo un anno durissimo, gli insegnanti e le dirigenze scolastiche stanno lavorando con i Pon estivi per sostenere in particolare gli studenti più fragili, a valle di questo sforzo ulteriore, rinviare l’avvio delle scuole mi sembra davvero fuori dal tempo e in direzione contraria all’approccio attento e continuo adottato dalle scuole venete».