Pd, in Veneto i dati peggiori d’Italia. Basta nascondersi dietro i numeri

«Zaia si assuma le proprie responsabilità. Dal governo ha avuto ampie coperture politiche, legislative e finanziarie per contrastare la seconda ondata di coronavirus. Purtroppo in Veneto il numero di contagi è ampiamente sopra la media nazionale, così come quello dei decessi. Lo hanno evidenziato la settimana scorsa i sindacati dei medici, degli infermieri e degli operatori ospedalieri, disperati e lasciati soli davanti al procedere inarrestabile del numero di positivi e di morti. Lo aveva previsto, inascoltato, il professor Crisanti, criticando la scelta di basare la prevenzione sui tamponi cosiddetti ‘rapidi’. Ammesso che i dati forniti dalla Regione Veneto al ministero della Sanità siano corretti, e non ho dubbi che sia così, è chiaro che il sistema sanitario regionale non sta funzionando. Trincerarsi dietro i numeri mentre i cittadini cadono è doppiamente colpevole». Lo afferma il deputato veneto del Partito democratico, Diego Zardini.

«Sembra ormai che l’unica attività di Zaia sia quella di fare melina e di sfuggire dalle decisioni e dalle responsabilità. Da un lato il presidente del Veneto parla di mondo vomitevole e di spettacolo immondo, scaricando totalmente sui cittadini la colpa degli assembramenti nel weekend. Contemporaneamente alza le braccia al cielo dicendo che la Regione non ha forze di polizia e che quindi non tocca a lui controllare. Poi si chiude abbottonatissimo sull’ipotesi di un’ordinanza restrittiva, prendendo tempo in attesa di cosa gli diranno i sindaci e di cosa decide il governo. Sono giorni drammatici per il Veneto: il rischio che corriamo è quello di diventare la Lombardia della prima ondata. Se dal 1° dicembre ad oggi mille persone hanno perso la vita e se la cifra dei decessi registrati nella nostra regione da inizio pandemia ha quasi toccato quota 5.000, è evidente che non possiamo più attendere che sia Roma ad agire per noi». A dirlo i consiglieri regionali del Partito Democratico Veneto con il capogruppo Giacomo Possamai e i colleghi Anna Maria Bigon, Vanessa Camani, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni e Francesca Zottis.

«La consapevolezza del disastro in corso deve essere comune: certamente dei cittadini che sono chiamati ad adottare comportamenti di massima prudenza, cosa che non è accaduto nel corso di questo weekend pre-natalizio. Ma soprattutto – aggiungono – di chi ha la responsabilità di decidere. Lo ha detto il presidente della Regione all’inizio di questo mandato: da un grande consenso deriva una grande responsabilità. Eppure lo stesso Zaia, in queste settimane, ha cercato di spiegare ogni falla che si stava aprendo sotto gli occhi di tutti, giustificandola con il numero dei tamponi e facendo continui distinguo rispetto ai dati provenienti dal ministero della Sanità».

In conclusione i consiglieri dem sottolineano come «siamo zona gialla principalmente perché abbiamo dichiarato 1.016 terapie intensive attivabili. Ma questo basta per tollerare tutti questi decessi? Zaia e la Giunta si assumano la responsabilità di fermare una situazione nella quale le notizie e gli allarmi su casi di saturazione degli ospedali e di entrata in crisi di alcuni servizi sono segnali di un quadro critico che non deve tramutarsi in tracollo. Serve oggi, da adesso, un intervento forte per la riduzione dei movimenti e delle possibilità di contatto. La situazione è troppo grave per aspettare».